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[08/10/2018] Censimenti: Censimento permanente: Garante privacy, cittadini siano garantiti

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Come noto il nuovo censimento della popolazione non sarà più fatto, come nel passato, coinvolgendo l’intera popolazione italiana in un periodo ristretto. Infatti le nuove modalità di censimento, in linea con gli standard europei, prevedono lo svolgimento continuo dello stesso coinvolgendo, anno dopo anno, solo una piccola parte, un campione, della popolazione. Nei Comuni coinvolti avremo due diversi tipi di rilevazione: la rilevazione per lista e a rilevazione areale.

La prima rilevazione coinvolgerà, nei Comuni interessati, un piccolo campione di famiglie a cui è già arrivata una comunicazione dall’ISTAT con le istruzioni e le credenziali di accesso al sito ISTAT per effettuare il censimento in materia autonoma e on-line. Le famiglie che entro il prossimo 7 novembre non avranno compilato il questionario on-line saranno contattate dai rilevatori nominati dal Comune per effettuare tale obbligatorio adempimento.

Il secondo tipo di rilevazione (c.d. areale) prevede un censimento “vecchio stampo”; in questa rilevazione i rilevatori comunali si presenteranno sul territorio loro assegnato (anche in questo caso un piccolo campione del territorio comunale) ed effettueranno il censimento col metodo del “porta a porta” intervistando tutte le famiglie che troveranno.

Su questo secondo aspetto il garante della privacy, pur dando l’autorizzazione allo svolgimento del censimento con le modalità appena descritte, ha effettuato alcuni rilievi chiedendo all’ISTAT, per il futuro, che anche per le famiglie inserite nell'indagine «porta a porta» vengano previste modalità alternative al faccia a faccia, assicurando le stesse garanzie previste per chi invece riceverà a casa la lettera dell'Istat, a cui potrà rispondere anche dal pc o al telefono.

La richiesta del Garante nasce dall’esigenza di evitare che l’obbligatoria presenza fisica del rilevatore, a cui è necessario fornire direttamente le risposte, possa comportare eccessivi disagi per i cittadini o imbarazzi, soprattutto nelle piccole comunità. Il Garante ha ritenuto che la modalità di raccolta “porta a porta” potrebbe determinare una maggiore ingerenza nella sfera privata degli interessati (si pensi ai casi di soggetti vulnerabili o timorosi, anziani e persone malate), i quali si troverebbero a dover fornire ad un soggetto estraneo numerose e dettagliate informazioni relative alla propria famiglia e abitazione, a pena di sanzione.

Pur riconoscendo la rilevante finalità di interesse pubblico perseguita dall’Istituto, il Garante ha ribadito la necessità di superare le criticità già rilevate nel provvedimento del maggio scorso, in considerazione dei rischi elevati per le libertà e i diritti degli interessati determinati dal nuovo censimento permanente, che si caratterizza, rispetto al passato, per un massiccio uso di banche dati amministrative (Anagrafe tributaria, Inps, Miur etc.). Per avviare le fasi successive, l’Istat dovrà quindi predisporre tutte le garanzie e le misure necessarie e non ancora individuate per conformare il trattamento dei dati alla normativa in materia di protezione dei dati personali.

Vedi il provvedimento del Garante della Privacy del 4 ottobre 2018



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