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[30/10/2018] Anagrafe: Non è necessario essere residenti allo stesso indirizzo perché sia riconosciuta la convivenza di fatto

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Recentemente è stato fatto un interpello all’Agenzia delle Entrate in tema di convivenze di fatto regolate dalla legge 20 maggio 2016, n. 76.

Il caso nasce da un contenzioso sorto a causa del decesso del proprietario di un’abitazione che conviveva di fatto con la compagna. Tuttavia quest’ultima non aveva mai fatto registrare la propria residenza presso l’abitazione del defunto compagno mantenendo invece l’iscrizione anagrafica in un altro Comune. La convivente di fatto reclama il diritto, previsto dall'art. 1 comma 42 della legge 76 del 2016, di continuare ad abitare nella casa comune per un lasso di tempo ragionevolmente sufficiente (da due a cinque anni) a consentite al convivente superstite di provvedere in altro modo a soddisfare l'esigenza abitativa.

Nella risoluzione che proponiamo l’Agenzia delle Entrate ha confermato che lo status di convivente possa essere riconosciuto anche sulla base di una semplice dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (art. 47 D.p.r. 445/2000) dalla quale risulti la coabitazione sebbene la convivenza con il de cuius non risulti da alcun registro anagrafico e la convivente superstite non abbia la residenza anagrafica nella casa di proprietà del de cuius.

Vedi la risoluzione n. 37 dell'Agenzia delle Entrate



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