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[08/07/2019] Stato Civile: Nuovo Regolamento Europeo in materia di divorzio, separazione personale e annullamento del matrimonio, nonché in materia di controversie riguardanti la responsabilità genitoriale

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Il 25 giugno 2019 il Consiglio d’Europa ha approvato il regolamento 2019/1111 che, sostituendo il precedente Regolamento n. 2201/2003, stabilisce norme uniformi sulla competenza in materia di divorzio, separazione personale e annullamento del matrimonio, nonché in materia di controversie riguardanti la responsabilità genitoriale che presentano un elemento internazionale. Il nuovo Regolamento ha lo scopo di facilitare la circolazione nell’Unione delle decisioni, nonché degli atti pubblici e di taluni accordi, stabilendo disposizioni relative al loro riconoscimento e alla loro esecuzione in altri Stati membri.

Con il nuovo regolamento viene chiarito e meglio specificato, rispetto al precedente, il diritto del minore di avere la possibilità di esprimere la propria opinione nell’ambito dei procedimenti in cui è coinvolto. Vengono anche adottate importanti norme che integrano la Convenzione dell’Aia del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori. Il presente regolamento dovrebbe pertanto contribuire a rafforzare la certezza giuridica e a incrementare la flessibilità, come pure a garantire un migliore accesso ai procedimenti giudiziari e una maggiore efficienza di tali procedimenti.

Solo la Danimarca, così come per il Regolamento 2201, non aderisce,

Il nuovo regolamento troverà applicazione dal 1 agosto 2022, ad eccezione degli articoli 92, 93 e 103 che si applicano dal prossimo 22 luglio 2019.

Di particolare rilievo, per le attività degli Uffici di Stato Civile, la portata degli artt. 30, 31, 36 e 38.

Con l’art. 30 si stabilisce che le decisioni in materia di separazione, divorzio e affidamento dei figli minori pronunciate in uno Stato membro sono riconosciute negli altri Stati membri senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento particolare.

Con l’art. 31 si stabiliscono quali saranno i documenti da presentare per il riconoscimento di una decisione adottata in un altro Stato membro: una copia della decisione, che presenti le condizioni di autenticità prescritte e l’apposito certificato rilasciato ai sensi dell’articolo 36.

Ed è con l’art. 36 che si stabilisce che spetta all’autorità dello Stato membro che ha adottato la decisione in materia di separazione o divorzio rilasciare il certificato (assai simile a quello odierno previsto dall’art. 39 del Regolamento oggi in vigore) di cui è stato previsto lo specifico modello plurilingue nell’allegato 2 al nuovo Regolamento.

Con l’art. 38 si stabiliscono i motivi ed i criteri, tassativi, che possono portare al diniego del riconoscimento delle decisioni in materia di divorzio, separazione personale o annullamento del matrimonio. Tale diniego può intervenire solo quando la decisione assunta nello Stato terzo si:

a) manifestamente contrario all’ordine pubblico dello Stato membro in cui il riconoscimento è invocato;

b) quando la decisione è stata resa in contumacia, ovvero la domanda giudiziale o un atto equivalente non sono stati notificati o comunicati al convenuto contumace in tempo utile e in modo tale da poter presentare le proprie difese, salvo che sia stato accertato che il convenuto ha accettato inequivocabilmente la decisione;

c) se la decisione è incompatibile con una decisione resa in un procedimento tra le medesime parti nello Stato membro in cui il riconoscimento è invocato; o

d) se la decisione è incompatibile con una decisione anteriore tra le stesse parti, resa in un altro Stato membro o in un paese terzo, purché la decisione anteriore soddisfi le condizioni prescritte per il riconoscimento nello Stato membro in cui il riconoscimento è invocato.

 

Vedi il Regolamento 2019/1111



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