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[22/05/2019] Diritto Internazionale Privato: Riconoscimento delle decisioni in materia di matrimonio adottate in uno Stato UE da parte di altro Stato dell’Unione

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Secondo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea la violazione da parte del giudice di uno Stato membro delle norme comunitarie sulla soluzione dei casi di litispendenza non è di per sé impeditiva del riconoscimento della sentenza in un altro Stato membro in ragione della contrarietà manifesta all’ordine pubblico. Questo principio è stato confermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 13412/19, depositata il 17 maggio.

Il caso nasce dalla decisione della Corte d'Appello dell'Aquila che, con sentenza n. 313/14 del 31 marzo 2014, aveva dichiarato inammissibile, per sopravvenuto giudicato, la domanda di affidamento esclusivo del figlio minore proposta dal padre al giudice italiano. Lo stesso giudice aveva altresì accolto le richieste della madre, cittadina romena, che chiedeva l’applicazione della sentenza di divorzio pronunciata in Romania che dava, proprio alla madre, l'affidamento del figlio minore. La decisione dei giudici romeni veniva assunta quando in Italia era stata adottata solo la sentenza di separazione coniugale ma non ancora il divorzio.

La Corte di Cassazione, cui aveva presentato ricorso l’ex marito (nonché padre del minore) ha invece stabilito che la decisione del giudice dell’altro Stato UE dovrà essere comunque rispettata.

Sulla questione era anche intervenuta la Corte di Giustizia Europea, con la sentenza 16 gennaio 2019, C-386/17, ed aveva stabilito che nel caso in cui, nell'ambito di una controversia in materia matrimoniale, di responsabilità genitoriale o di obbligazioni alimentari, un'autorità giurisdizionale di uno Stato UE avesse adottato una decisione definitiva, le autorità giurisdizionali dello Stato membro ove si era già instaurato il procedimento giudiziale avente medesimo oggetto, dovranno comunque riconoscere la decisione adottata.

 

Vedi la sentenza della Corte di Cassazione n. 13412/2019



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